VERONA: Elektra – Richard Strauss, 16 marzo 2025 a cura di Silvia Campana
Elektra
Richard Strauss
Libretto
Hugo von Hofmannsthal
Direttore d’orchestra Michael Balke
Regia Yamal Das Irmich
Personaggi e Interpreti:
- Clitennestra Anna Maria Chiuri
- Elettra Lise Lindström
- Crisotemide Soula Parassidis
- Egisto Peter Tantsits
- Oreste Thomas Tatzl
- Il Precettore di Oreste Nicolò Donini
- La Confidente Anna Cimmarrusti
- L’Ancella dello strascico Veronica Marini
- Un Servo giovane Leonardo Cortellazzi
- Un Servo anziano Stefano Rinaldi Miliani
- La Sorvegliante Raffaela Lintl
- La prima ancella Lucia Cervoni
- La seconda ancella Marzia Marzo
- La terza ancella Anna Werle
- La quarta ancella Francesca Maionchi
- La quinta ancella Manuela Cucuccio
Scene Alessia Colosso
Costumi Eleonora Nascimbeni
Luci Fiammetta Baldiserri
Orchestra, Coro e Tecnici Fondazione Arena di Verona
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Direttore allestimenti scenici Michele Olcese
Teatro Filarmonico di Verona, 16 marzo 2025

photo©Ennevi

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Questa nuova produzione di Elektra, presentata dalla Fondazione Arena di Verona al teatro Filarmonico nel corso della corrente stagione lirica 2025, offriva l’occasione di ascoltare, per la prima volta in Italia, la nuova versione orchestrale dell’opera: realizzata da Richard Dünser questa si prefigge di adattare il gigantesco organico orchestrale previsto dal compositore (che richiederebbe oltre 120 elementi) alle possibilità logistiche ed acustiche di molti teatri contemporanei.

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Il lavoro di Dünser riesce con grande equilibrio a trasferire le principali idee musicali dall’organico originale ad uno di dimensioni standard senza sacrificarne le dinamiche; l’opera così, senza eccessive modifiche strutturali, risulta maggiormente compatibile con diversificati spazi teatrali godendo così di una più ampia fruizione da parte del pubblico.

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Il regista Yamal das Irmich, in collaborazione con le scenografie di Alessia Colosso ed i costumi di Eleonora Nascimbeni, imposta la sua lettura all’epoca della Repubblica di Weimar, in un periodo storico assai complesso dunque, in cui il movimento artistico dell’espressionismo sembrava connotare ogni particolare della vita culturale, prendendo particolare spunto dall’opera di Otto Dix cui la figura di Clitennestra rimanda in maniera didascalica (“Ritratto della giornalista Sylvia von Harden”). Basandosi sui contemporanei scritti di Siegmund Freud, che tanto influenzarono i lavori di Strauss ed Hofmannsthal, lo spazio scenico inquadra un universo al femminile dominato dai conflitti e dalle nevrosi che innervano le vite e le relazioni tra le sorelle Elektra e Crisotemide e la loro madre Clitennestra (complice con Egisto dell’assassinio del precedente marito Agamennone): intreccio ben descritto sotto un profilo prettamente estetico ma sostanzialmente poco approfondito attraverso un lavoro che andasse a svelarne le complesse dinamiche, pur ben veicolate nel quadro finale che vede la salita al trono di un nuovo e forse peggior tiranno.

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Il personaggio di Elektra è certamente uno dei più complessi del teatro del Novecento ed il soprano Lise Lindstrom giunge a darne una corretta interpretazione grazie ad una vocalità sicura ed una bella intensità espressiva, restando però sostanzialmente ai margini di un carattere che, muovendosi in totale sinergia con la partitura, ne deve necessariamente condividere l’assoluta potenza carismatica e teatrale.
La Crisotemide scenicamente sicura tratteggiata da Soula Parassidis ha mostrato una vocalità molto interessante per colore pur perdendo a tratti giusto equilibrio nel registro acuto.

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Teatralmente dominante ed estremamente espressiva si muoveva la Clitennestra di Anna Maria Chiuri, ben esprimendo le angosce ed i profondi turbamenti del suo personaggio.
Professionali e misurati Thomas Tatzl e Peter Tantsits quali Oreste ed Egisto.
Completavano il cast: Nicolò Donini (Precettore), Anna Cimmarrusti (Confidente), Veronica Marini (Ancella dello strascico), Leonardo Cortellazzi (Un Servo giovane), Stefano Rinaldi Miliani (Un Servo anziano), Raffaela Lintl (Sorvegliante), Lucia Cervoni (Prima Ancella), Marzia Marzo (Seconda Ancella), Anna Werle (Terza Ancella), Francesca Maionchi (Quarta Ancella) e Manuela Cucuccio (Quinta Ancella).
Bene il Coro della Fondazione diretto da Roberto Gabbiani.

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Michael Balke ha diretto l’orchestra della Fondazione trovando giuste dinamiche ed intensità.
Un grande e bisogna dire significativo successo ha salutato questa produzione che sembra invitare la Fondazione a continuare con coraggio la rischiosa strada intrapresa, volta ad aprire al pubblico veronese nuovi panorami musicali sempre più ricchi e diversificati.
Silvia Campana